Calo delle acquisizioni di cittadinanza italiana, solo 147 mila nel 2017 - Shqiptari i Italisë

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Dopo il boom degli due anni precedenti, la diminuzione dell’anno scorso – secondo l’ISTAT – potrebbe essere dovuta “ad una riduzione della platea degli aventi diritto”

Roma, 20 giugno 2018 - Durante l’anno 2017, hanno acquisito la cittadinanza italiana 146.605 cittadini stranieri, registrando così un decremento del 37,5% rispeto al 2016 quando si è verificato il più alto numero in assoluto di acquisizioni. Comunque, si tratta di un dato consistente, il terzo più elevato dopo quelli del 2016 (201.591 acquisizioni) e 2015 (178.035 acquisizioni). Sono questi i dati, ancora provvisori, che arrivano dal Rapporto dell’ISTAT, “Bilancio Demografico Nazionale” relativo al 2017.

Come sempre, nel conteggio sono comprese le acquisizioni e i riconoscimenti della cittadinanza per matrimonio, naturalizzazione, trasmissione automatica al minore convivente da parte del genitore straniero divenuto cittadino italiano, per elezione da parte dei 18enni regolarmente residenti ininterrottamente dalla nascita, per ius sanguinis di cittadini con avo italiano.

Secondo l’Istituto italiano di Statistica, le prime analisi confermano che nei primi posti dei nuovi italiani del 2017 troviamo per lo più appartenenti a collettività di antico insediamento in Italia come gli albanesi e i marocchini. Oltre 105 mila dei nuovi cittadini, pari a 72% del totale, risiedono al Nord, 19,2% al Centro e soltanto 9% al Sud e nelle Isole.

Tra i nuovi cittadini si registra un sostanziale equilibrio tra i generi, con una modesta prevalenza femminile (74.621 femmine contro 71.984 maschi).

Inoltre, oltre un terzo delle acquisizioni di cittadinanza italiana, anche nel 2017 ha interessato minori di 18 anni: si tratta dei figli conviventi con genitore naturalizzato italiano, divenuti a loro volta italiani per trasmissione automatica della cittadinanza.

Secondo l’ISTAT, la diminuzione registrata nel 2017 dopo il trend di forte crescita degli ultimi due anni precedenti, potrebbe essere dovuto ad una riduzione della platea degli aventi diritto, e forse anche dalla nuova modalità online di presentazione online della domanda di acquisizione della cittadinanza italiana, introdotta nel 2015, i cui effetti possono manifestarsi solo due anni dopo, dati i tempi tecnici di espletamento delle pratiche amministrative.