La Pasquetta a Roma parla albanese - Shqiptari i Italisë

Veprimtari

Albanesi e italiani insieme per festeggiare. Sapori e musiche dei due paesi uniti dall’Adriatico si incontrano ancora una volta. Più di 120 le persone presenti
di Eliza Çoba e Federico Patacconi  

Lo scorso 17 aprile, nel corso dei tradizionali festeggiamenti di Pasquetta, in un angolo di Roma si è ballato sulle note della tallava, mangiando byrek e sorseggiando raki. Più di 120 persone hanno partecipato all’evento organizzato dall’Associazione 60 Miglia, una realtà italo-albanese che opera nell’area a nord di Scutari e realizza eventi di promozione della cultura albanese a Roma.

Gli albanesi a Roma

Molto numerosa la presenza di albanesi all’iniziativa. Grazie anche alla collaborazione con l’associazione FolEja, quasi metà dei partecipanti erano originari del Paese delle Aquile. Studenti, famiglie, anziani e anche giovanissimi, gli albanesi hanno contribuito in maniera attiva alla riuscita dell’evento. Hanno portato byrek fatti in casa, raki scutarino e la loro immancabile gioia di festeggiare insieme.
Un ulteriore esempio, dunque, dello stretto e profondo legame che unisce Italia e Albania, non solo storico ma soprattutto culturale e sociale.

 

Le associazioni

L’iniziativa si è svolta all’interno di un’area verde chiamata “Campo Socrates” un’area recuperata dai ragazzi del quartiere Roma 70 per renderla uno spazio libero per creare socialità e aggregazione. La componente dell’associazionismo è stata infatti l’altra grande protagonista di questa Pasquetta. Tante le realtà coinvolte: oltre all’Associazione 60 Miglia hanno partecipato nell’organizzazione anche Nessun dorma, l’associazione che si occupa del campo e lavora da anni nel territorio di Roma 70, e FolEja, giovane associazione di ragazzi e ragazze albanesi che vivono in Italia e vogliono valorizzare la loro cultura.

60 Miglia

L’associazione nasce sulle rive del lago di Scutari, nel villaggio di Boriç, per iniziativa di un gruppo di albanesi e italiani, per far fronte a problematiche sociali presenti nell’area e promuovere la cultura albanese in Italia. Ad oggi 60 Miglia promuove progetti e iniziative nel campo della sanità, con un centro medico che offre assistenza sanitaria di base alla popolazione di Boriç e dei villaggi limitrofi, oltre che organizzare conferenze ed eventi all’Università di Scutari sul tema della prevenzione. Indice inoltre tre borse di studio per permettere a ragazze e ragazzi della zona di poter accedere agli studi superiori nella città di Scutari. Queste borse sono realizzate in collaborazione con degli istituti superiori di Roma, i cui studenti partecipano ad un ciclo di incontri sul tema della cultura e della storia albanese. Promuove campi di volontariato e numerosi eventi in Italia dai colori kuq e zi.

La testimonianza
“Voglio imparare la lingua albanese, perche’ non voglio essere tradotto, vorrei riuscire a farmi capire da solo...”

Coì risponde Federico, giovane romano, membro dell’Associazione 60 Miglia, quando gli domando il motivo per il quale mi ha chiesto di insegnarli la lingua albanese.
Questa risposta spalanca la porta ad un nuovo approccio culturale. Si tratta di un atteggiamento che non si accontenta semplicemente di osservare la cultura del nostro popolo, bensi’ lascia intendere che i giovani italiani vogliono accostarsi a e addentrarsi nella nostra quotidianita’ attraverso il mezzo piu’ potente, la lingua.
A mio parere, questo segnale non va assolutamente trascurato ma, al contrario, va alimentato, poiche’ la nuova generazione del popolo ospitante ci sta dicendo che la storia dell’esodo albanese, a distanza di anni, si traduce in una viva testimonianza di una buona e riuscita emigrazione, nonostante le sofferenze.