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Camusso: “Basta Bossi-Fini, riforma della cittadinanza, voto agli immigrati”

Il segretario della Cgil apre il congresso nazionale chiedendo più “diritti sociali e civili”. “Legge sul caporalato e riforma del collocamento pubblico agricolo” contro la schiavitù nei campi

Roma, 6 maggio 2014 – Nuove regole per l’immigrazione, riforma della cittadinanza, diritto di voto agli immigrati. Sono alcuni degli obiettivi indicati oggi da Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nella sua relazione di apertura del XVII congresso nazionale del sindacato confederale.

“Discutiamo – ha detto Camusso – tempi e certezze antidiscriminatorie. Completezza vorrebbe che sia l’occasione per l’abolizione della Bossi-Fini e la costruzione di una legge positiva sugli ingressi e sulle regole”.

Parlando della necessità di “un contrasto significativo al lavoro povero”, la leader sindacale ha parlato anche dei nuovi schiavi impiegati nei campi, il più delle volte lavoratori stranieri. In agenda vanno quindi messi “il completamento della legge sul caporalato e la riforma del collocamento pubblico agricolo”.

Secondo il segretario della Cgil, “i rancori e le rassegnazioni, la dimensione individualizzata, la fatica del riconoscersi negli altri, ci propone di guardare con occhio attento e senza mollare la presa quella parte di giustizia sociale che possiamo tradurre nei diritti sociali e civili”.

“Tanti di questi temi – ha aggiunto – sono affrontabili senza costi, pensiamo ai diritti delle coppie, delle tante e diverse famiglie. Alla cittadinanza per i nati in Italia, al diritto di voto amministrativo per i migranti, parafrasando la nostra iniziativa: Italia sono anche loro”.

EP

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