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Naufragio a Lampedusa, decine di dispersi

Tratti in salvo una cinquantina di migranti, ma secondo le  testimonianze dei superstiti sul barcone erano almeno il doppio. Il ministro Cancellieri: “L’Europa ci aiuti, è un problema di tutti”. Pacciotti (PD): “Il ripetersi di simili drammi è una cosa inaccettabile”.

Roma, 7 settembre 2012 – Naufragio di un barcone con a bordo decine di immigrati, la notte scorsa, a circa dodici miglia dall’isola di Lampedusa. Dalle due della notte scorsa sono in corso le ricerche delle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza, ma anche di diverse imbarcazioni della Nato.

La Guardia costiera, dopo avere recuperato i primi 54 superstiti, ha soccorso e salvato altri due migranti in difficoltà. Tra i 56 superstiti c’è anche una donna, che sarebbe in stato di gravidanza, me le sue condizioni non sarebbero gravi. In mare è stato trovato anche un cadavere.

Si cerca ancora, con l’ausilio di navi ed elicotteri, per ritrovare gli altri dispersi. Preoccupa il racconto dei superstiti, secondo i quali a bordo del barcone c’erano più di cento persone.

Al momento non si trova il barcone, potrebbe essere affondato. Ma gli inquirenti non escludono che una ‘nave madre’ possa avere accompagnato i migranti, sembra maghrebini, fino all’isolotto di Lampione, dove è stata trovata una parte dei naufraghi, per poi fare perdere le sue tracce.

“Un altro barcone della disperazione, altre vite tratte in salvo grazie all’intervento tempestivo di alcune imbarcazioni della Guardia Costiera, ma altre vite probabilmente perse nel tentativo di raggiungere un futuro migliore. Una tragedia che si ripete ormai da anni e che ha trasformato quel tratto di mare Mediterraneo in un cimitero. Una cosa inaccettabile, che richiama tutti i Paesi che si affacciano sulle coste e anche l’Europa a intervenire per evitare il ripetersi di simili drammi” dice in una nota dal Forum Immigrazione del Partito Democratico, Marco Pacciotti. Lui chiede all’Italia e all’Europa di “attivare tutte le procedure e i canali legali e sicuri per quanti vorrebbero chiedere asilo politico o ricongiungersi ai famigliari già emigrati in Paesi europei”, anche più cooperazione con Tunisia, Libia e gli altri Paesi da cui provengono le imbarcazioni affinché “affinché coloro che lucrano sulla vite di questi disperati vengano duramente contrastati”.

“All’Italia serve un testo organico sul diritto di asilo, una lacuna che rende il nostro Paese fanalino di coda nella gestione dell’accoglienza e dell’inserimento di quanti ottengono lo status di rifugiato”, spiega Pacciotti perché “garantire a queste persone la possibilità di presentare domanda di asilo tutelandone l’incolumità è segno di civiltà”.

Proprio ieri sera il ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri parlando alla festa del Pd a Reggio Emilia chiedeva l’aiuto dell’Europa: “Siamo la prima linea di tutto il continente. Molti che arrivano non si fermano qui, vanno verso zone più ricche. Purtroppo siamo un paese molto fragile, le nostre coste esposte all’immigrazione e il Mediterraneo bolle. Ci sono accordi internazionali, che ci aiutano a lavorare con questi paesi, ma noi abbiamo una porta aperta con l’Europa, che ci deve aiutare e rendersi conto che siamo la prima linea, ma dell’Europa”.

 

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