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Nudi, in fila, all’aperto. La disinfestazione dei migranti a Lampedusa

Un filmato mandato in onda dal Tg2 mostra il trattamento antiscabbia a cui sono sottoposti gli ospiti del Centro di primo soccorso e accoglienza. Il sindaco Nicolini: “Come nei campi di concentramento”

Roma, 18 dicembre 2013 – “Tutte le persone sono in fila senza vestiti, come animali. Guarda, guarda…” dice un giovane migrante mostrando sullo schermo di un computer un filmato con il telefonino.

Mostra altri migranti nudi, all’aperto, in un’area del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di Lampedusa che vengono irrorati di disinfettante dal personale della cooperativa che gestisce la struttura. Un trattamento riservato a uomini e donne.

“È la disinfestazione da scabbia cui vengono sottoposti i migranti” spiega l’inviato del Tg2, che ha mandato in onda in esclusiva quelle immagini. Una malattia, la scabbia, che secondo il giornalista “nessuno aveva quando è arrivato a Lampedusa”.

Una conseguenza, quindi, delle condizioni igieniche del Centro dove si ammassano, sbarco dopo sbarco, tutti i nuovi arrivati. “Le persone che arrivano non sanno niente – spiega ancora il testimone – penseranno forse che questa è l’Italia”.

 “Queste immagini fanno un effetto da campo di concentramento. La dimostrazione che questo modello di accoglienza è un modello di cui Lampedusa si vergogna, l’Italia deve vergognarsi” commenta il sindaco Giusi Nicolini.

“Non è questo quello che ci aspettavano di vedere a due mesi dal naufragio che ha suscitato pianti lacrime impegni e promesse. Il sovraffollamento del Centro crea queste situazioni, va assolutamente cambiato a partire da Lampedusa e nel resto del Paese”.

Anche L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) torna a chiedere oggi al governo italiano “soluzioni urgenti per migliorare gli standard di accoglienza nel Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di Lampedusa”.

“Sono anni che chiediamo alle autorità italiane trasferimenti rapidi da Lampedusa” dice  Laurens Jolles, delegato dell’UNHCR per l’Italia e il Sud Europa. “Il sovraffollamento che si verifica costantemente è insostenibile e dà origine ad una situazione nella quale, nonostante gli sforzi degli operatori umanitari, l’assistenza fornita è altamente al di sotto degli standard minimi”.

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