in

Razzismo negli stadi. I tifosi della Lazio: “I buu? Non è razzismo, ma smettiamo”

La Curva Nord dopo le sanzioni: “Una strumentalizzazione. Contro di noio accuse ridicole e infamanti”.
Delrio: “Più impegno contro il razzismo negli stadi”

Roma, 21 agosto 2013 – Sostengono che i buuu contro i giocatori neri non sono razzisti, ma non li faranno più.

È la linea annunciata dai tifosi della Lazio in un comunicato firmato Curva Nord Mister Enrich. Proprio la curva nord rimarrà chiusa per un turno a causa dei cori contro gli juventini Pogba, Asamoah e Ogbonna durante la finale di Supercoppa di domenica scorsa.

“Accusare la nostra Curva di razzismo, una curva che non ha mai cacciato ragazzi di colore dal proprio settore e che ha sempre accettato il progressivo aumento di ragazzi di diverse etnie all’interno della propria squadra, facendoli poi oltretutto divenire idoli, vedi Liverani, Dabo, Onazi, Ciani, Cissé eccetera, eccetera, è veramente ridicolo oltre che infamante” spiega il comunicato. E parla di “strumentalizzazione di comportamenti più volte spiegati tramite comunicati e radio”.

“Vano è stato il nostro tentativo di far capire, non ora, ma nel corso degli anni – proseguono gli ultras – che i famosi buu non sono un coro d’offesa razziale”. E ancora: “Chiediamo al nostro popolo, impegnandoci noi per primi, di evitare di fare gli ululati. Noi siamo più maturi e dimostreremo, come abbiamo sempre fatto, la nostra superiorità anche in questa circostanza disarmando così gli ipocriti che ci remano contro”.

Ieri la Lazio ha chiesto alla Figc di non chiudere la Curva Nord. “Abbiamo presentato un ricorso alla Corte di Giustizia Federale con procedura d’urgenza per una sospensione o l’annullamento del provvedimento, ritenendo che non ci siano i presupposti per la chiusura del settore”, ha spiegato l’avvocato del club Gian Michele Gentile. La Corte deciderà venerdì mattina.

Sul caso è intervenuto anche il ministro per gli Affari Regionali e lo Sport, Graziano Delrio: “Ancora cori razzisti negli stadi. Le parole di papa Francesco alle nazionali di calcio italiana e argentina non possono passare come acqua fresca – ha scritto il ministro su Facebook -. Il calcio deve essere più umano, uno spettacolo per tutte le famiglie, essere impegnato contro il razzismo e la violenza. Cercheremo con il ministro Kyenge, il Coni, le società, di contribuire al cambiamento già da questa stagione”.

 

Arrivano gli sconti … anche sulle multe stradali

Konflikti Shqipëri-Greqi në mediat italiane