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Un grillo reazionario

Grillo si scaglia contro lo ius soli e contro la campagna “L’Italia sono anch’io” che promuove una riforma del diritto di cittadinanza in base alle quale anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani. Si scaglia, e lo fa nel più bieco dei modi. A me ricorda certa stampa missina del passato

di Alessandro Leogrande*, pubblicato da minimaetmoralia.it

Alla fine Beppe Grillo ha squarciato il velo e si è mostrato per quello è: uno xenofobo reazionario.
Ci sarebbero tanti modi per spiegare che il populismo di Beppe Grillo è speculare, per niente alternativo, al populismo berlusconiano (che – detto per inciso – solo gli stolti oggi possono dare per scomparso in Italia). Altro che nuova forma di partecipazione! La sua foga forcaiola, i suoi aspetti duceschi, l’uso calibrato del turpiloquio, l’intensificazione del culto della personalità (la propria) a me hanno sempre ricordato quegli oscuri figuri che a partire dalla metà degli anni ottanta hanno spopolato sulle emittenti private meridionali, spesso riuscendo a fare il salto verso la politica ed elaborando un misto di qualunquismo, micro-rivendicazioni territoriali, odio per la casta, sfascismo forcaiolo. Grillo ha portato tutto questo nell’era del web, e in molti ci sono cascati. Ne ha parlato molto bene Alessandro Lanni in Avanti popoli! Piazze, tv, web: dove va l’Italia senza partiti (Marsilio), Un libro a cui rimando.
Ci sarebbero tanti modi per spiegare che Grillo è un fenomeno para-leghista. Ne scelgo uno recente: un post di qualche giorno fa apparso a sua firma sul suo blog. Grillo alza la voce contro “la liberalizzazione delle nascite” e scrive:

La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite.

Grillo si scaglia contro lo ius soli e contro la campagna “L’Italia sono anch’io” che promuove una riforma del diritto di cittadinanza in base alle quale anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani. Si scaglia, e lo fa nel più bieco dei modi. A me ricorda certa stampa missina del passato. A suo dire questo elemento essenziale della cittadinanza (negare l’apartheid nei confronti degli stranieri nati e cresciuti in Italia – non solo i famosi Balotelli, ma tutti, proprio tutti – cosa che oggi è un passaggio cruciale, e che avviene già in altri paesi…) non solo è secondario e senza senso, ma distrarrebbe gli italiani dai problemi reali. Gli distrarrebbe in buona sostanza dal principale obiettivo del suo movimento: denunciare cioè – come si evince da tutto il resto del blog – il complotto demo-pluto-massonico che si annida alle spalle del governo Monti.
Sentire Grillo parlare di “liberalizzazione delle nascite” come una cosa di cui diffidare e da bloccare a me inquieta un po’. Non solo rivela, da parte sua, una totale ignoranza del problema; mette in luce un grumo linguistico funesto di cui peraltro il suo blog è pieno, avvitato su se stesso, pienamente in sintonia con la nuova destra del paese. Gratta gratta sotto le tirate a favore dell’acqua pubblica ed emerge tutto questo.
Il post ha avuto molti commenti. In molti hanno sconfessato il padre-padrone (del blog e del movimento). Alcuni invece lo hanno sostenuto in toni ancora più triviali. Come in questo caso:

Bene, così arriveranno barconi di donne gravide solo per far aver la cittadinanza ai loro figli. Mi spiace, ma questo non mi va bene!
Chissà perchè non arrivano mai norvegesi, danesi, australiani, ecc a chiedere la cittadinanza italiana, ma sempre quelli con le pezze al culo da mantenere. Svegliatevi!!!

Che dire? Il movimento 5 stelle non è un oggetto sconosciuto. A me i suoi tratti distintivi paiono abbastanza chiari. Chi ha una simile idea sulla cittadinanza starà sempre dall’altra parte. Esattamente come i leghisti, che pensano e dicono le medesime cose.

*Alessandro Leogrande è autore del libro “Il Naufragio – Morte nel Mediterraneo” sulla tragedia della nave di Katër i Radës

 

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